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Juliet Anno Numero 92 apr-mag '99



PARCO Foundation di Casier

Redazione



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PARCO Foundation di Casier
presidente Claudio Massini * direttore esecutivo Roberto Vidali
piazza San Pio X n.76 - 31030 Casier (TV) - tel. 0422-670343

Domenica 11 aprile, dalle ore 11 alle 18, l'Associazione PARCO Foundation inaugura a Casier - a ridosso dell'ansa storica del fiume che da Treviso porta alla laguna veneta, nel cuore del parco regionale del Sile - uno spazio espositivo di circa 100 metri quadrati, interamente dedicato a mostre di arte contemporanea. Il fatto è di per sé notevolissimo, in considerazione della realtà periferica ai fatti internazionali dell'arte (come è quella del trevigiano e dei dintorni) nella quale va a inserirsi. Inoltre, a questo spazio espositivo, vanno aggiunti gli atelier di una piccola comunità artistica che ha deciso, per 'affinità elettive' di mettere radici in questo luogo paesaggisticamente rilevante, avviandovi una intensa ed encomiabile attività produttiva. Quindi, in questi ulteriori spazi, per complessivi 500 metri quadri, si potranno vedere in esposizione permanente le opere degli artisti: Annamaria Iodice, Claudio Massini, Carlo Fontana, Sabrina Notturno, Ferdi Poloni, permettendo in questo modo un ulteriore e diretto confronto con la contemporaneità.
L'intero complesso -dotato oltretutto di foresterie per artisti, ufficio direttivo e depositi sotterranei, per complessivi mille metri quadri- posto sotto l'egida del comune di Casier, è stato ideato, promosso e organizzato dall'artista Claudio Massini.
L'idea principale che sottintende alla complessità di questo progetto è, a dirla in parole povere e con un paragone storico, quella utopica del falansterio ottocentesco di Fourier, ovvero di una comunità definita da un sovrapporsi di energie positive oltre che da un ideale recinto artistico. La gestione dell'attività espositiva è stata affidata a Roberto Vidali, direttore della rivista Juliet, nonché esperto organizzatore di mostre.
La mostra di apertura, oltre a presentare il lavoro di questi autori, prevede l'apertura dello studio del designer Olimpio Zanchetta. Ospiti della PARCO saranno gli artisti Walter Bortolossi, Aldo Damioli, Enrico T.De Paris, Massimo Giacon, Antonio Sofianopulo, Oreste Zevola.
Alla chiusura di questo primo appuntamento, previsto per il 30 maggio, la PARCO presenterà -domenica 6 giugno, ore 11- il lavoro di Enrico T. De Paris, artista dirompente, peraltro di origine veneta (Mel, Belluno, 1960), anche se da alcuni anni residente a Torino. Il titolo di questo secondo appuntamento sarà "Molte realtà", e si snoderà su una serie di opere che fungono da anello simbolico tra i più recenti punti di sviluppo della sua pittura, abitualmente riconoscibile per il soggetto predominante del paesaggio metropolitano e oggi sottolineata dall'inserimento di protuberanze e oggetti tridimensionali.
La sua è a tutti gli effetti una pittura dinamica, accattivante e ipercolorata; come ha dichiarato l'autore in una recente intervista: "Il futuro ci impone di dover imparare a vivere in una società di tipo multirazziale, quindi a contatto con differenti punti di vista, che guardano a uno stesso argomento. È così che anch'io cerco di lavorare tenendo aperte molte strade, lasciando che all'interno dell'opera facciano incursione i colori della pubblicità, il ritmo scatenato della musica, il segno pittorico stilisticamente affine al contesto dell'opera stessa". Per questi motivi e con buona ragione, possiamo parlare di una pittura mediologica, ovvero di una contestualizzazione artistica inserita nella proliferazione artificiale dell'immagine, tipica dei mezzi tipografici o televisivi, e che caratterizza una larga fetta di giovani pittori italiani che si sono ispirati alla realtà metropolitana odierna.
I suoi polittici (costituiti ciascuno da numerosi gruppi di tele di diverse dimensioni a formare un insieme visivo ed espressivo unico, spesso arricchito da elementi protudenti o in altorilievo) offrono lo spaccato di microcosmi, città e paesaggi elaborati partendo da una accelerazione visuale fatta di sensazioni continue e rapidissime. Non esiste nei dipinti di De Paris un punto di vista privilegiato o centrale, c'è, invece, un sistema relazionale mobile, uno spazio aperto e libero che dona all'opera un dinamismo estremo e una energia straordinaria. La sua opera contiene segnali vitali e forze positive che rendono possibile la concentrazione delle energie frammentarie in un movimento che ritrae il corso della quotidianità, ponendola virtualmente al centro di questo vortice dinamico.

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