Kunsthalle Fridericianum
Kassel
Friedrichsplatz 18
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Giuseppe Chiari
dal 3/11/2001 al 30/12/2001
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Segnalato da

Enrico Pedrini



 
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3/11/2001

Giuseppe Chiari

Kunsthalle Fridericianum, Kassel

Mostra antologica dell'artista fiorentino, dal titolo Quit Classical Music. Nell'esposizione saranno presenti più di 8O opere che testimoniano il percorso dell'artista dal 1961 al 2001: la manifestazione è dunque un documento importante per questo operatore Fluxus che tanto ha influenzato le giovani generazioni del Concettuale italiano.


comunicato stampa

Quit Classical Music,
a cura di
René Block
testi di Enrico Pedrini

Il 3 Novembre 2OO1 si aprirà a Kassel alla Kunsthalle del Fridericianum Museum una mostra antologica dell'artista fiorentino Giuseppe Chiari dal titolo :"Quit Classical Music".
Nell'esposizione saranno presenti più di 8O opere che testimoniano il percorso dell'artista dal 1961 al 2001, tra cui l'opera "Gesti sul piano" del 1961-62 esposto al Festival Festspiele Neuester Musik a Wiesbaden (Germania), da sempre considerata la grande manifestazione mondiale del movimento Fluxus.
Il Fridericianum Museum è il luogo che ospiterà, dopo la mostra di Giuseppe Chiari, la grande manifestazione estiva Documenta (estate 2002).
La città di Kassel vuole appunto con questa mostra rendere omaggio sia alla figura di Giuseppe Chiari, artista riconosciuto internazionalmente, sia ai legami che la uniscono a Firenze, città con la quale è gemellata da lungo tempo.
La manifestazione potrà così testimoniare il coerente percorso di Chiari negli anni ed essere nel frattempo un documento importante per questo operatore Fluxus che tanto ha influenzato le giovani generazioni del Post-Concettuale italiano, del musica Post-Fluxus e i linguaggi dissipativi attualmente molto presenti nel contesto dell'arte in Italia.

L'arte per questo autore non si riduce all'idea dell'arte nell'autoanalisi di sé stessa (Arte Concettuale) , bensì l'arte è "alterità contro identità". "L'arte è il differente, è arte in quanto si pone come costantemente variabile, costantemente variabile perché è viva" .
"L'Arte è facile", uno degli statements dell'artista più conosciuti , vuole appunto attraverso il paradosso, attrarre l'attenzione dell'osservatore in modo da renderlo partecipe fruitore di una evidente contraddizione. L'attitudine da parte di chi osserva questa "affermazione" precisa in qualche misura la proprietà dell'arte stessa, in quanto la coscienza umana non è passiva ma svolge un ruolo determinante nel fare affiorare il processo artistico. Mediante il coinvolgimento infatti l'artista rende complice il fruitore a liberarsi di tutte le norme e rituali inibitori che ancora lo incatenano. L'arte per Chiari non si limita, come nel Concettuale, alla definizione della stessa, al contrario diventa la definizione dell'inverso dell'arte nelle sue differenze. Pertanto "l'arte non è la definizione dell'arte, essa è la definizione dell'inverso dell'arte".
La complessità e la profondità del suo modo di vedere le cose, che si esplica nella distruzione delle tecniche della musica, della poesia, della pittura, per favorire e visualizzare gli aspetti complementari della realtà e la loro interdisciplinarietà, mettono in luce la basilare importanza di un'analisi portata avanti per veicolare un sapere, una nuova episteme. Un sapere legato al procedere irreversibile, che spinge Chiari all'estrema precarietà di numerosi accadimenti acustici, dal carattere sempre più rarefatto fino al limite dell'udibile e alla visualizzazione di testi artistici alla soglia dell'impercettibile e dell'intelligibile.

Kunsthalle Fridericianum
Friedricchsplatz 18 Kassel
tel.+49.561.7072720 Fax +49.561.774578


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