Palazzo Fortuny
Venezia
S. Marco, 3958 (San Beneto)
041 2747607, 041 5200995 FAX 041 5223088
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Artempo
dal 6/6/2007 al 5/11/2007
10-18 (biglietteria 10-17) chiuso martedi
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6/6/2007

Artempo

Palazzo Fortuny, Venezia

Una mostra che propone un'indagine da un lato sul tema del tempo e di come esso agisca, formi e trasfiguri l'arte, dall'altro di come il linguaggio dell'arte sia necessariamente universale e senza tempo. Oltre 300 le opere in mostra - da rari pezzi archeologici a installazioni contemporane - provenienti dalle collezioni di Axel Vervoordt, dai Musei Civici Veneziani e da altre importanti raccolte. Piu' di 80 gli artisti presenti, tra cui Francis Bacon, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, James Turell, Pablo Picasso, Andy Warhol. Sono state commissionate a importanti artisti contemporanei specifiche installazioni.


comunicato stampa

Where time becomes art

---english below

A cura di Jean-Hubert Martin, Giandomenico Romanelli, Mattijs Visser e Daniela Ferretti

Questa grande mostra, nata dalla collaborazione tra la Città di Venezia- Musei Civici Veneziani e Axel Vervoordt, indaga il rapporto tra arte, tempo e il loro mostrarsi, attraverso secoli, luoghi, tendenze e linguaggi espressivi diversi.
Oltre trecento le opere in mostra -da rari e preziosissimi pezzi archeologici a installazioni contemporanee- provenienti dalle vaste ed eclettiche collezioni di Axel Vervoordt, dai Musei Civici Veneziani e da altre importanti raccolte pubbliche e private e più di ottanta gli artisti presenti, tra cui Francis Bacon, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, James Turell, Pablo Picasso, Andy Warhol.

La mostra, ideata da Mattijs Visser e Axel Vervoordt, è organizzata dai Musei Civici Veneziani e da Axel Vervoordt e curata da Jean-Hubert Martin, Giandomenico Romanelli, Mattijs Visser e Daniela Ferretti. Il Museum Kunst Palast di Düsseldorf ha altresì collaborato alla sua realizzazione. Alla mostra è abbinato un libro-catalogo (edizioni MER, Anversa, in collaborazione con Walther König Verlag, Düsseldorf), con prefazione di Massimo Cacciari e saggi di Giandomenico Romanelli, Jean-Hubert Martin, Mattijs Visser, Norbert Jocks, Eddi de Wolf .

Artempo propone una singolare indagine da un lato sul tema del tempo e di come esso agisca, formi e trasfiguri l’arte, dall’altro di come il linguaggio dell’arte sia necessariamente universale e senza tempo.Ha luogo nei suggestivi spazi di palazzo Fortuny, il gotico edificio trasformato da Mariano Fortuny in dimora-atelier , di cui conserva ambienti, strutture, tappezzerie, collezioni. Per la prima volta dopo decenni, l’intero palazzo si apre e si integra quasi in un percorso espositivo pensato anche in sua funzione, per ricrearne e sottolinearne il ruolo di laboratorio di idee, così come lo stesso Fortuny l’aveva voluto, mentre la sua stessa atmosfera gioca un ruolo importante nel sottolineare l’interazione, propostadalla mostra, tra opere d’arte e oggetti d’uso di epoche, culture e provenienze diverse.

Per Artempo sono state commissionate a vari artisti nuove, specifiche installazioni: El Anatsui (Ghana) creerà un arazzo di lattine vuote per l’intera facciata del palazzo, Loris Cecchini (Italia) su un’altra facciata, proietterà un albero di luce, Anish Kapoor (India) realizzerà una parete specchiata di 12 metri. A queste di aggiungono le nuove opere e istallazioni di Berlinde De Bruyckere (Belgio), Klaus Münch (Italia), Tatsuo Miyajima (Giappone), Jorge Molder (Portogallo), Thomas Schütte (Germania), Dominique Stroobant (Italia), Shiro Tsujimura (Giappone), James Turrell (USA).

LA MOSTRA: TEMI E CONCETTI

NON C’È PASSATO O FUTURO NELL’ARTE (Pablo Picasso)
Quanto “tempo” è passato tra un simbolo cicladico di fertilità, un tessuto di Fortuny e uno specchio di Anish Kapoor? Anziché focalizzare la ricerca su particolari periodi, stili, artisti, Artempo propone una singolare indagine del tema del tempo e di come da un lato esso agisca, formi e trasfiguri l’arte, dall’altro di come l’arte stessa si ponga sovente su un piano di pura sincronia atemporale.

TIMELESS
Se, come diceva il filosofo Greco Zenone, il tempo non esiste, allora non c‘è dubbio che l’eternità rappresentata in questa mostra da oggetti e opere d’arte di culture ed epoche diverse certamente esista: una maschera di Marisa Mertz accanto a tre volti di Picasso e a una testa neolitica abrasa dal tempo, assieme a un semplice vecchio vaso rabberciato o alla Polvere danzante nei raggi del sole di Sabrina Mezzaqui.

NUMERI E ASTRI
Sul tema del Tempo, le Date di On Kawara, i Numeri di Roman Opalka o le installazioni di Tatsuo Miyajima che riducono il tempo a numeri digitali sono una scelta obbligata. Ma anche oggetti provenienti da culture antiche e lontane ben si prestano a questo tema: ecco allora, ad esempio, manoscritti delle mille preghiere, o cinquecenteschi strumenti astronomici, ma ecco anche un’installazione di James Turrel, che usa la luce per collegare tempo e spazio, o le fotografie celestiali di Thomas Ruff o i geodi d’ametista di Marina Abramovich, a evocare l’infinita qualità di “tempo” e spazio

DISTRUZIONE/COSTRUZIONE
Un aspetto importante del tempo è il suo lasciar traccia, il suo aggiungere o togliere: non solo, infatti, il passaggio del tempo distrugge le cose, può anche crearne. Per questo un artista come Lucio Fontana ha un ruolo centrale in questa mostra con la tela squarciata del suo Concetto spaziale, in cui distrugge per creare, per raggiungere una nuova dimensione sconosciuta.

Dopo la seconda guerra mondiale la distruzione diventa un motivo d’ispirazione importante per artisti come Alberto Burri, Shozo Shimamoto, Günter Uecker, Yves Klein, Arman. Altre opere in qualche modo connesse a questo tema sono uno specchio rotto di Marcel Duchamp, rarissimamente esposto, o l’ossidazione di un “piss painting” di Andy Warhol, o l’opera del cinese Cai Guo-Qiang realizzata con fuochi d’artificio esplosi o quelle del fiammingo Peter Buggenhout, strani oggetti di polvere ricavati da comuni materiali di risulta, in cui gioca un ruolo importante l’angoscia della deprivazione.

VANITAS / NATURE MORTE
Le nature morte incentrate su temi e simboli della vanitas sono particolarmente presenti nella pittura seicentesca: fiori delicati, frutta, animali rammentano la brevità e la precarietà del passaggio terrestre. Ma anche i mirabilia provenienti dalle collezioni dei musei di storia naturale appartengono a questa temperie, ad esempio la scultura di Jan Fabre fatta di scarafaggi. Immagini di morte od opere ottenute dalla lavorazione di corpi o scheletri di uomini o animali morti non rappresentano solo la reazione o la presa di coscienza del senso del tempo, ma anche un modo per sfuggire alla sua inesorabilità

DECOSTRUZIONE/DEFORMAZIONE
Anche la decostruzione è una tecnica possibile. Mentre Berlinde De Bruyckere, Alberto Giacometti e Francis Bacon creano nuove forme distorcendo il corpo umano e Hans Bellmer costruisce bambole inquietanti, Orlan arriva a deformare il suo stesso corpo con la chirurgia. E poi ancora, dalla danza di morte di Antonin Artaud a quella nella pittura rossa di Kazuo Shiraga, memoria del sangue delle vittime della guerra. L’assenza del corpo si trova innanzitutto nelle Antropometrie di Yves Klein, in oggetti rituali indiani o nel video che mostra Kimsooja silenzioso, in piedi sulla riva di un fiume. Anche la sessualità è un aspetto importante del tema del tempo: ecco allora diversi oggetti rituali della fertilità accostati a un estatico volto femminile di Marlene Dumas e ai doppi falli di Louise Bourgeois.

Gli artisti:
Marina Abramovic, Antonin Artaud, Francis Bacon, Erzsébet Baerveldt, Hans Bellmer, Alighiero Boetti, Christian Boltanski, Jonathan Borofsky, Louise Bourgeois, Peter Buggenhout, Alberto Burri, Cai Guo-Qiang, Tony Cragg, Berlinde de Bruyckere, Giorgio De Chirico, Jean Dubuffet, Marcel Duchamp, Marlene Dumas, Jan Fabre, Robert Filliou, Fischli & Weiss, Lucio Fontana, Mariano Fortuny, Alberto Giacometti, On Kawara, William Kentridge, Kimsooja, Yves Klein, Bertrand Lavier, Man Ray, Piero Manzoni, Marisa Merz, Sabrina Mezzaqui, Jorge Molder, Saburo Murakami, Roman Opalka, Orlan, Nam June Paik, Pablo Picasso, Otto Piene, Markus Raetz, Medardo Rosso, Claude Rutault, Richard Serra, Shozo Shimamoto, Fujiko Shiraga, Kazuo Shiraga, Antoni Tápies, Gunther Uecker, Emilio Vedova, Jef Verheyen, Andy Warhol, Adolfo Wildt,

In situ installazioni di El Anatsui, Loris Cecchini, Anish Kapoor, Tatsuo Miyajima, Klaus Münch, Thomas Schütte, Dominique Stroobant, Shiro Tsujimura, James Turrell e performance di Yael Davids e Sadamasa Motonaga.

Musei Civici Veneziani- Servizio Marketing, Comunicazione e Ufficio Stampa
Monica da Cortà Fumei con Riccardo Bon, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi
pressmusei@comune.venezia.it; mkt.musei@comune.venezia.it
T. ++39 041 2747614/07/08/18

Brunswick Arts LLP,16 Lincoln’s Inn Fields,LondonWC2A 3ED.
Sophie Dennys, sdennys@brunswickgroup.com; T. ++44 020 7936 1285;
Francesca Zanoni, francesca_zanoni@yahoo.com; MT. 3346829610

Vernice stampa:
mercoledì 6 giugno, dalle 10 alle 19
giovedì 7 giugno, dalle 10 alle 19
venerdì 8 giugno, dalle 10 alle 16

Cerimonia inaugurale, 8 giugno

Palazzo Fortuny
San Marco 3780, San Beneto - Venezia
Orari: 10/18 (biglietteria 10/17); chiuso lunedì e martedì
Biglietti: intero: 8,00 euro, ridotto: 5,00 euro, ragazzi 6/ 14 anni; studenti 15/ 29 anni*; cittadini U.E. over 65; titolari carte Rolling Venice, Venice Card, soci Touring Club; residenti Comune di Venezia; gruppi di almeno 15 persone previa prenotazione; possessori dei biglietti per I Musei di Piazza San Marco, Museum Pass Musei Civici Veneziani, biglietto intero delle altre mostre dei Musei Civici Veneziani, classi di studenti accompagnati dall’insegnante, previa prenotazione
Gratuito: bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate*; interpreti turistici che accompagnino gruppi*; insegnanti (uno per classe) che accompagnino i loro studenti *è richiesto un documento. Visite esclusive fuori orario. Solo su prenotazione, € 30 a persona (è necessario l'acquisto di almeno 15 biglietti)

Prenotazioni :
- on line http://www.museiciviciveneziani.it (pagamento con carta di credito fino a 24 ore prima dell’appuntamento)
- call center ++39 041 5209070 (pagamento con carta di credito fino a 24 ore prima dell’appuntamento; pagamento con bonifico bancario fino a 5 giorni lavorativi prima dell’appuntamento)

Visite guidate:
In italiano, inglese, francese (fino a un massimo di 25 partecipanti): Euro 85,00 adulti, Euro 65,00 scuole
Prenotazione tramite il call center 041 5209070 (pagamento anticipato con carta di credito, bonifico bancario, vaglia postale, 10 giorni prima)

---english


The Musei Civici Veneziani and Axel Vervoordt present a unique exhibition at the Palazzo Fortuny

ARTEMPO

Where Time Becomes Art

It examines the relationship between art, time and the power of display, representing a breadth of cultures and periods and featuring over 300 objects ranging from rare archaeological materials to contemporary installations. The work of over 80 artists will include Francis Bacon, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, James Turell, Pablo Picasso and Andy Warhol. The work on show will be sourced from the private collection of Axel Vervoordt, from the Musei Civici Veneziani, from other public and private collections all over the world and directly from the artists themselves.

The idea of the exhibition was conceived by Mattijs Visser, Head of Exhibitions, Museum Kunst Palast, Düsseldorf and Axel Vervoordt, Antique and Art collector and designer from Antwerp. Artempo is organized by Musei Civici Veneziani and Axel Vevoordt and curated by Jean-Hubert Martin, international curator and former director of Centre Georges Pompidou, Giandomenico Romanelli, Director of the Musei Civici Veneziani and Mattijs Visser with Daniela Ferretti, exhibition designer, Musei Civici Veneziani.

Artempo will be housed in the Venetian-Gothic Palazzo Fortuny, the former home, studio, showroom and think tank of Mariano Fortuny Set across the entire building, it is hoped that this exhibition will re-establish the Palazzo as ‘laboratory of ideas’, sharing both the exhibition and living spaces with the public for the very first time. By staging Artempo in an intimate setting, Vervoordt and the curatorial team hope to highlight the interplay between everyday objects and works of art derived from every phase of artistic evolution thereby further adding to the visual impact of the show.

Artempo will include several specially commissioned exhibition installations: El Anatsui (Ghana) will create a tapestry of empty tins to cover the Palazzo's façade, Loris Cecchini (Italy) will create a tree out of reflectors on an additional façade, Anish Kapoor (India) will make a 12-metre mirrored wall. New works and installations will be provided by Berlinde De Bruyckere (Belgium), Klaus Münch (Italy), Tatsuo Miyajima (Japan), Jorge Molder (Portugal), Thomas Schütte (Germany), Dominique Stroobant (Italy), Shiro Tsujimura (Japan), James Turrell (USA).

The catalogue will be a richly illustrated book published to accompany this exhibition. It will include a preface by philosopher Massimo Cacciari, currently Mayor of Venice and essays by Artempo curators Giandomenico Romanelli, Jean-Hubert Martin and Mattijs Visser, and Norbert Jocks, Art Critic and Art Historian and Eddi de Wolf, Professor and researcher, Universiteit Antwerpen and approx. 300 full-colour pictures. The catalogue will be publishing in English and Italian. The
hardcover version additionally contains photographs of the installations in the Palazzo Fortuny, and a complete list of works. The book is being published by MER, in collaboration with Walter König Verlag of Düsseldorf.

Contributing Artists

Marina Abramovic, Antonin Artaud, Francis Bacon, Erzsébet Baerveldt, Hans Bellmer, Alighiero Boetti, Christian Boltanski, Jonathan Borofsky, Louise Bourgeois, Peter Buggenhout, Alberto Burri, Cai Guo-Qiang, Tony Cragg, Berlinde de Bruyckere, Giorgio De Chirico, Jean Dubuffet, Marcel Duchamp, Marlene Dumas, Jan Fabre, Robert Filliou, Fischli & Weiss, Lucio Fontana, Mariano Fortuny, Alberto Giacometti, On Kawara, William Kentridge, Kimsooja, Yves Klein, Bertrand Lavier, Man Ray, Piero Manzoni, Marisa Merz, Sabrina Mezzaqui, Jorge Molder, Saburo Murakami, Roman Opalka, Orlan, Nam June Paik, Pablo Picasso, Otto Piene, Markus Raetz, Medardo Rosso, Claude Rutault, Richard Serra, Shozo Shimamoto, Fujiko Shiraga, Kazuo Shiraga, Antoni Tápies, Gunther Uecker, Emilio Vedova, Jef Verheyen, Andy Warhol, Adolfo Wildt,

In situ installations by El Anatsui, Loris Cecchini, Anish Kapoor, Tatsuo Miyajima, Klaus Münch, Thomas Schütte, Dominique Stroobant, Shiro Tsujimura, James Turrell and opening performances by Yael Davids and Sadamasa Motonaga.

CURATORS

The internationally renowned museum director and exhibition curator Jean-Hubert Martin (Strasbourg, °1944) was from 2000 till 2006 the general director of Museum kunst palast in Düsseldorf. He was director of the Kunsthalle in Bern from 1982 to 1985 en of the Musée National de l’Art Moderne in Paris (Centre Georges Pompidou) from 1987 till 1990. Martin realised several important exhibitions such as Magiciens de la Terre, Africa Remix and the Biennale de Lyon 200l From 1991-1995, Martin was Artistic Director of the Chateau d’Oiron,.

Giandomenico Romanelli (Venezia, °1945) is the Musei Civici Veneziani General Director and is in head of cultural production of the City of Venice. Professor at Ca’ Foscari University he is also President of the scientific committee of Trento’s Museums. He published many books and essays about art and architecture and organized hundreds of exhibitions on art and architecture in Venice, in Italy and all over the word.

Artempo was conceived of and will be produced in collaboration with Axel Vervoordt (Antwerp, °1947). Vervoordt considers himself an eclectic collector, who treasures the timeless and disdains the trendy. Vervoordt’s taste spans centuries, continents and economic strata from Sung jades to Lucio Fontana’s Spatialist works, from pre-Columbian figures to elaborate baroque fantasies by Daniel Marot. All objects, regardless of their origin and value, are infused with a timeless, universal beauty and an intrinsic purity that keep their contemporary relevance. In 2004 he has organized, among others, an exhibition about the Belgian ZERO-artist Jef Verheyen in Kanaal, Wijnegem (Belgium).

Mattijs Visser (°Den Haag, 1958) is Head of Exhibitions for the Museum Kunst Palast in Düsseldorf Germany. He recently organised the travelling show Africa Remix, the international ZERO show and the highly acclaimed exhibition Slow Art / Slow Life in which contemporary and performance art met with classical art. Mattijs Visser has been producing since 1984 exhibitions, installations, performances and special projects with artists as Ilya Kabakov, Jan Fabre, Robert Wilson, Kimsooja, Laurie Anderson, Wim Delvoye and Tino Segal.

Exhibition Concept Notes

THERE IS NO PAST OR FUTURE IN ART.
(Pablo Picasso)

How much ‘time’ has passed between a Cycladic fertility symbol, a fabric designed by Mariano Fortuny and a mirror by Anish Kapoor? While museums and exhibits increasingly direct their focus on particular periods, styles or artists, we are living in a global society, surrounded by ‘timeless’ ideas and objects. ARTEMPO aims to explore the universal, timeless language of art.

TIMELESS
If, as the Greek philosopher Zeno claimed, time does not exist, then there is no doubt that the timelessness represented in this exhibition by objects and works of art from a variety of cultures and eras does exist: a mask by the Italian artist Marisa Merz alongside three faces by Picasso next to a weathered Neolithic stone face, in addition to a simple, oft-repaired old vase or dust dancing in the sunlight by Sabrina Mezzaqui.

NUMBERS / STARS
The most obvious choices for a subject like ‘time’ include On Kawara’s date paintings, the number-filled paintings by Roman Opalka and the installations by Tatsuo Miyajima, which reduce ‘time’ to digital numbers. Objects from ancient and distant cultures also fit into this theme: texts containing a thousand prayers, or astronomical instruments. An installation by James Turrell, who uses light to link time and distance, the celestial photographs by Thomas Ruff and Marina Abramovic’s amethyst geodes also represent the infinite quality of ‘time’ and space.

DESTRUCTION / CONSTRUCTION
One important aspect of ‘time’ is the fact that it leaves traces, adding things or taking them away; not only does the passage of ‘time’ break things down, ‘time’ also creates. For this reason, an artist like Lucio Fontana has a central role in this exhibition with his Concetto spaziale, which reveals sharp slashes through the canvas. He tried using destruction to create something new, to reach an unknown dimension. After World War II, destruction became an important tool for other artists like Alberto Burri, Shozo Shimamoto, Günter Uecker, Yves Klein and Arman. Other works that fall into this category are a seldom-exhibited broken mirror by Marcel Duchamp and an oxidation of piss painting by Andy Warhol, as well as the work of the Chinese artist Cai Guo-Qiang, who draws with exploding fireworks, and of the Flemish artist Peter Buggenhout, who makes strange dust objects from household junk. The fear of loss plays an important role here.

VANITAS / NATURE MORTE
We see especially that transience is a part of life in the 17th-century Vanitas and Nature Morte paintings, which aim to remind us of life’s inevitable passage with images of beautiful flowers, fruits and animals. The collection of fantasy objects from natural history museums belongs in this category, as do Jan Fabre’s sculptures made of beetles. Images of death or working with dead people or animals (or their skeletons) are not only a clear reaction to a consciousness of ‘time’; they also allow us to escape ‘time’.

DECONSTRUCTION / DEFORMATION
Even deconstructing the human body is a permissible technique. While Berlinde De Bruyckere, Alberto Giacometti and Francis Bacon created new forms by distorting the human body and Hans Bellmer built disturbing dolls, Orlan actually deforms her own body through surgery. Antonin Artaud made a dance of death in his film and Kazuo Shiraga ‘dances’ in red paint, in memory of the blood of war victims. The absence of the body is primarily found in Yves Klein’s Anthropometries, in ritual objects from India and in the video showing Kimsooja standing silently on the bank of a river. Sexuality is also an important aspect of the topic of ‘time’: several ritual fertility objects are brought together with an ecstatic female face by Marlene Dumas and Louise Bourgeois’ double phalluses.

The Museum Kunst Palast in Düsseldorf has also contributed its support to this exhibition.

For further press information please contact
Brunswick Arts LLP,16 Lincoln’s Inn Fields,LondonWC2A 3ED. Sophie Dennys
E sdennys@brunswickgroup.com; T. 020 7936 1285

Contacts in Italy
Musei Civici Veneziani- Press and Communication dpt., Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon
E pressmusei@comune.venezia.it; mkt.musei@comune.venezia.it; T. ++39 041 2747607/14

Professional Opening: 6th June 2007

Press Opening 7-9th June 2007

Official Opening: 8th June 2007

Open to the Public: 9 June/7 October 2007

Palazzo Fortuny
San Marco 3780-San Beneto - Venice
Opening Hours: 10am-6pm (Ticket office 10am – 5pm); Closed on Monday and on Tuesday
Admission: Full price: 8,00 euro. Reduced: 5,00 euro children aged 6-14; students aged 15-29*; EU citizens over 65; holders of Rolling Venice Card, Venice Card; members of Touring Club; Venice Residents; groups of at least 15 people (upon reservation) ;those purchasing tickets for The Museums of St. Mark’s Square or the Musei Civici Veneziani Museum Pass or tickets for the other exhibitions held in the Musei Civici Veneziani; classes accompanied by teachers (upon reservation). Free admission: children under 5; the handicapped with the person accompanying them; authorised guides*; tourist interpreters accompanying groups*; teachers (one per class) accompanying groups of students
* identification required.

Bookings
- on line http://www.museiciviciveneziani.it
(payment by credit card at least 24 hours prior to visit)
- call center ++39 041 5209070
(payment by credit card at least 24 hours prior to visit; payment by bank draft at least 5 working days before visit)

Visits outside regular opening hours: Only upon booking. 30 euro per person (a minimum of 15 tickets must be purchased)

Guided tours: In Italian, English, French (max: 25 people per group): Euro 85,00 for adults. Euro 65,00 for schools
Booking via call center ++ 39 041 5209070 (payment by credit card, bank draft or postal order, 10 days before visit)

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