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Torino
via Reggio, 27
011 235140
WEB
Arnold Dreyblatt
dal 30/5/2007 al 13/7/2007
dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 19.30

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30/5/2007

Arnold Dreyblatt

Blank, Torino

Memory Now. Nelle sue installazioni e nelle sue performances, cosi' come nelle opere multimediali, Dreyblatt crea complesse metafore spaziali e testuali sui temi della memoria e dell'archiviazione. Questa mostra, in particolare, e' costituita da due opere gia' esistenti e da un'altra del tutto nuova, creata appositamente per l'occasione.


comunicato stampa

Memory Now

a cura di Carlo Fossati

Nelle sue installazioni e nelle sue performances, così come nelle sue opere multimediali, Arnold Dreyblatt crea complesse metafore spaziali e testuali sui temi della memoria e dell’archiviazione. Questa mostra, in particolare, è costituita da due opere già esistenti (una del 1992 e una del 2003) e da un’altra del tutto nuova, creata appositamente per l’occasione. Tutti i lavori si riferiscono al processo di memorizzazione collettiva e individuale, come traccia percettiva, come traccia archivistica, come traccia archeologica.

"Flashbulb Memory", del 2002, fu mostrato soltanto una volta a Berlino nel 2003. Consiste di tre lampade stroboscopiche montate su un muro, ad ognuna delle quali è stata sovrapposta una pellicola contenente un testo. Il lavoro è installato all’interno di una stanza buia, e ogni lampada emette un ‘flash’, nel corso di una sequenza programmata di sei secondi. Al momento del lampo di luce stroboscopica si rimane abbagliati, e riesce possibile leggere i tre testi soltanto come immagine persistente ("afterimage"). I tre testi, "FRAME FREEZE", "EVENT RECALL" e "NOW PRINT" si riferiscono infatti alle tre frasi nella teoria percettiva sulla cosiddetta memoria oculare, in cui la coscienza individuale ‘incontra’ l’esperienza collettiva durante un momento di importanza nazionale o internazionale (l’assassinio di Kennedy, l’11 settembre 2001). Il cervello è come se ‘gelasse’ e ‘stampasse’ i dati di memoria necessari al recupero.

"The T Documents", del 1992, è composto da 81 documenti d’archivio e fa parte di una serie di lavori e progetti in media diversi che provengono da più di 4000 documenti di ‘intelligence’ dagli archivi statali dell’Europa e del Nord America nel periodo fra le due ultime guerre mondiali, raccolti e collezionati dall’artista stesso. Questi documenti rivelano l’esistenza di “T” (nato nel 1879 a Paks, in Ungheria, morto a Shangai nel 1943), un personaggio realmente esistito ma ormai del tutto dimenticato, le cui molteplici identità attraversano tre diversi continenti (Europa, Nord America e Asia) sfiorando molti dei più importanti eventi del periodo che precedette la seconda guerra mondiale. La collezione comprende rapporti giornalieri e corrispondenze fra il 1915 e il 1943, formando un vasto tracciato comunicativo in cui le tracce ufficiali e le osservazioni di un singolo individuo si intersecano con eventi storici e personalità internazionali.

Nell’installazione "The T Documents", la selezione, personalmente curata dall’artista, di 81 documenti d’archivio originali è stata digitalizzata e quindi in qualche modo contraffatta stampando i fogli sul retro di pagine d’archivio della Germania Est. I documenti sono disposti, in ordine cronologico, all’interno di buste trasparenti appese a ganci di metallo fissati sul muro.

Il nuovo lavoro in mostra, "Speak Stones", contiene testi che provengono da antiche iscrizioni epigrafiche romane, oltre a un testo anonimo in latino (spesso attribuito a Cicerone) sulle tecniche di memorizzazione, “Rhetorica ad Herennium”, Questo lavoro è in relazione con la precedente serie "Epigraphica Ephemeris", che Dreyblatt ha presentato in una recente mostra collettiva alla Hamburger Banhof, "Translation. Text as Image", comprendente lavori di cinque artisti che si riferivano all’opera di Walter Benjamin. L’artista scelse in quella occasione di utilizzare, per la prima volta, una tecnologia detta ‘lenticolare’, un metodo interattivo di visualizzazione. Ogni lavoro contiene fino a cinque diversi strati di testo, tutti leggibili semplicemente variando il punto di vista, cioè spostandosi nello spazio, e che sembrano sovrapporsi gli uni sugli altri come in un palinsesto.

"Speak Stones" verrà presentato come un fregio high-tech su due dei muri di blank, e per poterlo esperire il visitatore dovrà muoversi attraverso tutto lo spazio occupato dai nove elementi che compongono l’opera.

Arnold Dreyblatt, musicista e compositore oltreché artista visivo, è nato a New York nel 1953 e risiede a Berlino dal 1984. Ha esposto in due diverse occasioni alla Hamburger Banhof di Berlino, alla Stadtgalerie di Saarbrucken, all’Arken Museum for Modern Art di Copenhagen e al Jewish Museum di New York. Lo scorso anno è stata inaugurata una sua installazione permanente posta sulla facciata del Museo dell’Olocausto di Oslo. E’ appena stato ammesso nella prestigiosa Akademie der Künste di Berlino, istituzione che annovera fra i suoi membri artisti come: Bruce Nauman, Daniel Libeskind, Tony Cragg, Christina Kubisch, Tacita Dean, Richard Serra, Rebecca Horn.

Inaugurazione 31 maggio 2007

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via Reggio, 27 - Torino
Orario: dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 19.30 (oppure su appuntamento)
Ingresso libero

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