Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce
Genova
via Jacopo Ruffini, 3
010 580069 FAX 010 532482
WEB - EMAIL - LINEA DIRETTA
In pubblico
dal 29/3/2007 al 2/9/2007
martedi' - venerdi' 9-19, sabato e domenica 10-19.00, lunedi' chiuso
010 585772, 010 580069

Segnalato da

Florence Reimann




 
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29/3/2007

In pubblico

Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova

Un percorso negli anni '70 tra arte, fotografia, design e grafica. Le immagini dialogano nella successione delle stanze a tema - in piazza, la violenza, scenari metropolitani, matti da slegare, il privato e' pubblico, trasgressione come fuga dalla realta' - con opere come I funerali di Togliatti di Guttuso, le performance di Fabio Mauri, le Italie rovesciate e cancellate di Luciano Fabro e di Emilio Isgro', La gabbia di Michelangelo Pistoletto, fino ai lavori sul corpo di Salvo, Ontani, Carlo Maria Mariani, Paolini. A cura di Matteo Fochessati e Mario Piazza, Sandra Solimano. Eventi collaterali: mostre, incontri e rassegne di cinema.


comunicato stampa

Azioni e idee degli anni '70 in Italia

a cura di Matteo Fochessati, Mario Piazza, Sandra Solimano

Comitato scientifico: Giorgio Bertone, Vittorio Fagone, Gianfranco Fasce, Matteo
Fochessati, Mario Piazza, Francesca Serrati, Marco Salotti, Sandra Solimano

Cosa sono stati gli anni ’70? Lo stereotipo li ha già consegnati alla storia come “gli anni di piombo”, per altri sono stati gli anni delle grandi battaglie e di storiche vittorie civili - il divorzio, l’aborto, la liberazione dal manicomio come prigione - per altri ancora hanno rappresentato l’ultima stagione dell’utopia del '900.

Questa mostra non pretende di dare risposte, ma di accompagnare il visitatore in un coinvolgente percorso visivo dove arte e fotografia, insieme a opere di design e di grafica, rispecchiano le azioni e le idee di quell’intenso decennio, scompigliando un po’ le carte di una lettura univoca e sottolineando anche come negli ideologici anni ’70 si svilupparono mitologie individualiste che si radicarono nel decennio successivo.

All’interno di una situazione densa di contraddizioni e di lacerazioni sociali si manifestò infatti una grande vivacità nel campo delle arti visive: da un lato vi fu una piena e totale adesione al fronte ideologico che si espresse attraverso l’uscita “pubblica” dalle gallerie, dai consueti circuiti espositivi e dalle convenzionali norme estetiche, dall’altro, cominciò ad emergere un innovativo approccio al fare artistico che, in sintonia con la crescente riscoperta del privato, determinò una fuga verso le dimensioni dell’immaginario, della mitologia e delle radici culturali, in una pratica della citazione che sarà definita “differenziata”. E protagonisti di questa vicenda furono artisti differenti tra loro, nei modi e nelle espressioni linguistiche, ma accomunati da una condivisa sintonia con le tensioni culturali di quell’epoca

La mostra prende avvio al piano terra con un’installazione di Aldo Tagliaferro, Verifica di una mostra, 1970, 6 strisce di fotogrammi, 460x90 cm (realizzata alla galleria La Bertesca di Genova) e alcuni video (Fernando De Filippi, Lenin; Vincenzo Agnetti, Documento, Franco Vaccari, Cani lenti,) quasi a suggerire un confronto speculare tra le ritualità della mostra anni’70 e il rito contemporaneo dell’inaugurazione di una mostra sugli anni ’70.
Si sviluppa su due piani del museo, seguendo un percorso che dallo scalone (definito dalle opere di Alighiero Boetti in termini di connotazione temporale) prosegue nelle 7 stanze del piano nobile dedicate ad altrettanti temi che ricompongono per immagini (opere d’arte e fotografie) il clima di un decennio e il suo passaggio al successivo.

Il verde acido di Millenovecentosettanta di Alighiero Boetti introduce come una targa stradale al percorso che propone nella prima stanza una full immersion negli anni ’70, con una avvolgente installazione di “facce” - personaggi noti e gente comune - che incornicia l’opera di Franco Vaccari, Lascia su queste pareti una traccia del tuo passaggio... , esposta alla Biennale di Venezia nel 1972, all’insegna di quello “sdoganamento” della fotografia come linguaggio artistico che avrà i suoi sviluppi sino ai giorni nostri.

Nella successione delle stanze a tema - in piazza, la violenza, scenari urbani, matti da slegare, il privato è politico, altrove - opere d’arte dialogano con le fotografie, in un reciproco rispecchiamento della realtà che l’arte distilla e sublima.

Nella sezione In piazza l’epopea politica del dipinto I funerali di Togliatti di Renato Guttuso fronteggia la suggestiva ripresa fotografica di Francesco Radino dei funerali di Giannino Zibecchi, vittima nel 1975 di scontri tra manifestanti e la polizia.

Nella sala dedicata a La violenza, la pelle incisa a fuoco con la parola Odio di Gilberto Zorio e le performance di Fabio Mauri, che rimandano alla violenza dell’ideologia, dialogano con le foto degli scontri di piazza di Uliano Lucas, Tano D’Amico, Francesco Leoni e Dino Fracchia.
Nella sezione Scenari urbani, “geograficamente” contestualizzata dall’Italia rovesciata di Luciano Fabro e dall’Italia cancellata di Emilio Isgrò, le immagini metropolitane di Lucas, Fracchia e Bergami si confrontano con le elaborazioni concettuali del nuovo territorio urbano sviluppate da Ugo La Pietra e con i paesaggi mediatici di Mario Schifano insieme ad interventi performativi di Luca Patella e Ugo Nespolo.
Matti da slegare, richiama la parola d’ordine che accompagnò l’approvazione della legge Basaglia relativa all’apertura dei manicomi, e introduce il visitatore in una stanza in cui Gabbia di Michelangelo Pistoletto, grazie al gioco di riflessi della superficie specchiante, lo rende per un attimo soggetto e protagonista di una situazione “dietro le sbarre”, di fronte alla essenziale e drammatica raffigurazione degli spazi di detenzione degli istituti psichiatrici di Emilio Tremolada.
L’altro famoso slogan dell’epoca, Il privato è politico, suggerisce una riflessione sul corpo sia attraverso alcune immagini del femminismo (fissate dall’obiettivo di fotografi come Bergami, D’Amico, Fracchia e Lucas) sia attraverso le esperienze dell’arte povera e concettuale (Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo, Fabrizio Plessi e Luca Patella) e quelle estreme della body art (Gina Pane, Marina Abramovic e Cioni Carpi).
Infine nella sezione Altrove, la dimensione della fuga dalla realtà e dell’evasione (le immagini delle trasgressive feste di Parco Lambro e di Montaldo di Castro di Fracchia e D’Amico o gli irrazionali codici comportamentali della controcultura hippy che emergevano dalle performances del Living Theatre, fotografate da Giorgio Tagliafico) si intreccia con le diverse espressioni di una emergente pratica citazionistica, dalla Mimesi di Giulio Paolini e dalla Venere di cioccolato di Vettor Pisani alla Lapide di Salvo, passando attraverso alla fuoriuscita autobiografica delle opere di Carlo Maria Mariani e di Luigi Ontani.

Salendo al piano superiore del museo, attraverso una galleria temporale tappezzata dalle più note e significative immagini della grafica del periodo, con Abitare i Settanta il visitatore è accolto da una serie di ambienti improntati al gusto dell’epoca: nel salotto - arredato con il divano Joe, l’appendiabiti Sciangai di Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, la sedia Appoggio di Claudio Salocchi e le lampade Aggregato di Enzo Mari - un televisore proietterà un blob di immagini tratte dalla telecronaca del decennio; nella stanza della coppia, con il divano Bocca dello Studio 65 e l’illuminazione Boalum di Frattini e Castiglioni, una proiezione di cuts cinematografici rimanderà invece alle radicali trasformazioni nel campo del costume; e infine, passando attraverso la camera dei ragazzi - protagonisti di quegli anni di rivolta e di un’inedita riappropriazione dei loro spazi privati, con elementi d’arredo come Abitacolo di Bruno Munari e il famoso Sacco di Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro - il percorso espositivo si concluderà con la emblematica presenza del divano Tramonto a New York di Gaetano Pesce, muto testimone, nell’apertura verso la condizione post-moderna che caratterizzerà gli anni ’80, di un montaggio filmico dedicato alla generale crisi politica e sociale del decennio precedente.

Organizzazione
Museo d’arte Contemporanea Villa Croce in collaborazione con la Fondazione Colombo e Wolfson

Promotori
Comune di Genova, Assessorato alla Cultura

Allestimento Arch. Mario Piazza

Immagine: Michelangelo Pistoletto, Gabbia, 1962-74

Catalogo
Skira Editore con testi di Anonimedia (Riccardo Ferrrari, Marco Torbidoni, Tito Ghiglione) , Giorgio Bertone, Luca Borzani, Vittorio Fagone, Gianfranco Fasce, Matteo Fochessati, Uliano Lucas, Mario Piazza, Marco Salotti, Sandra Solimano

Ufficio Comunicazione Cultura ed Eventi
Palazzo Ducale - Piazza Matteotti 9 – Genova
Palazzo Ducale - tel. 010/5574012-4047 - 74826 ufficiostampa@palazzoducale.genova.itctalfani@palazzoducale.genova.it - freimann@palazzoducale.genova.it - msorci@comune.genova.it

Skira – Mara Vitali Comunicazione
Lucia Crespi tel. 02.73950962 – arte@mavico.it

Conferenza stampa Giovedì 29 marzo 2007 ore 11.30
Inaugurazione ore 18

Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce
Via Jacopo Ruffini 3 - 16128 Genova
Orari
dal martedì al venerdì: 9.00 – 19.00
sabato e domenica: 10.00 - 19.00
lunedì chiuso
Biglietti
6 € intero, 4 € ridotto
visite guidate comprese nel prezzo su prenotazione.

Iniziative collegate alla mostra

Mostre

“Panorama ’70. Sette protagonisti degli anni ’70. Martino Oberto, Vincenzo Agnetti, Germano Olivotto, Franco Vaccari, Claudio Costa, Marco Gastini, Beppe Desiato”
Mostra a cura di Caterina Gualco e Gloria Ragnoli.
Galleria Unimediamodern. Dal 3 aprile

“Interrotti transiti. La fotografia italiana negli anni '70”
Mostra a cura di Fabrizio Boggiano
Loggia della Mercanzia
4-29 aprile 2007

“Raccolta differenziata. Carte_plastiche_metalli_ceramiche annisettanta nell’archivio storico della pubblicità”
Mostra a cura dell’Archivio Storico della Pubblicità
Palazzo del Principe. Maggio 2005
Cinema
Coordinamento di Marco Salotti

“Costretto a scomparire. Il cinema italiano degli anni ’60 –'70”
Rassegna cinematografica a cura di Anonimedia
Museo di Villa Croce
Tutti i sabati alle ore 17 dal 14 aprile al 2 giugno
Per info http://www.anonimedia.it; anonimedia@gmail.com

“Schegge di utopia. Cinema underground italiano degli anni ’60 e '70”.
A cura di Massimiliano Fasoli; regia di Paolo Brunatto.
Museo di Villa Croce, 9 giugno, ore 17

“La colonna. La storia delle Brigate Rosse a Genova” da “La Grande Storia. Terza Rete Rai”.
Di Renzo Trotta e Marco Salotti.
Università di Genova. Via Balbi 4 Aula M, 23 aprile,ore 17

“Voci degli anni '70”. Sette incontri con i protagonisti di quegli anni.
Università di Genova, via Balbi 5 Aula Magna. Dal 16 aprile al 4 giugno.
In collaborazione con L’Università di Genova

“Living with the Living on video” Proiezioni video e interventi poetici sul percorso politico del Living Theatre in Italia
A cura dell’Associazione CampoCarlo. Letture di Fausto Cerboni
Museo di Villa Croce - sabato 19 maggio dalle ore 20,30. Nell’ambito de “La Notte dei Musei.

“Love and politics. Recital con Judith Malina e Hannon Reznikov del Living Theatre”
Testi di Julian Beck, Judith Malina, Hannon Reznikov. Letture, emozioni, contrasti attivi. A cura dell’Associazione CampoCarlo.
Museo di Villa Croce - martedì 3 luglio ore 18

“Pink Floyd Celebration”. Performance musicale del duo Andrea Floyd.
Museo di Villa Croce. 6 luglio. Nell’ambito della rassegna “Arte in Dialogo”

“MuMu '70”
Museo di Villa Croce. 14 luglio

“1959-1979. Echoes of a magic decade”. Performance musicale del duo Andrea Floyd.
Museo di Villa Croce. 27 luglio. Nell’ambito della rassegna “Arte in Dialogo”.

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