Spazio Oberdan
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Milano anni trenta
dal 1/12/2004 al 27/2/2005
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Ufficio stampa Provincia Milano




 
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1/12/2004

Milano anni trenta

Spazio Oberdan, Milano

La mostra comprende circa cento fra dipinti e sculture ed e' dedicata organicamente all'arte sviluppata in citta' in anni in cui tanti pittori, scultori, poeti e intellettuali vi si stabilirono; da Arturo Martini a Francesco Messina, da Massimo Campigli a Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, da Edoardo Persico a Alfonso Gatto, da Salvatore Quasimodo a Leonardo Sinisgalli. Anni in cui al classicismo del decennio precedente subentro' un clima che gia' all'epoca venne definito 'neo-romantico'


comunicato stampa

L'arte e la citta'

A cura di Elena Pontiggia e Nicoletta Colombo

La Provincia di Milano, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta - dopo le grandi mostre su Achille Funi (2001) e il Novecento Italiano (2003) – prosegue la sua indagine su arte e territorio con la rassegna MILANO ANNI TRENTA. L’arte e la città, a cura di Elena Pontiggia e Nicoletta Colombo.
La mostra, che comprende circa cento fra dipinti e sculture, è la prima dedicata organicamente all’arte a Milano negli Anni Trenta: anni di straordinaria vitalità artistica (come dimostrano anche i tanti pittori, scultori, poeti e intellettuali che vi si stabiliscono, da Arturo Martini a Francesco Messina, da Massimo Campigli a Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, da Edoardo Persico a Alfonso Gatto, da Salvatore Quasimodo a Leonardo Sinisgalli) e in cui al classicismo del decennio precedente subentra un clima carico di tensione lirica, che già all’epoca venne definito “neo-romantico”.
La mostra prende avvio dai maggiori protagonisti dell’ultima stagione del Novecento Italiano, con cinque opere monumentali di Sironi (tra cui l’Allegoria del Lavoro del 1933 e la potente Composizione con archi e barca del 1936), opere di Achille Funi (tra cui l’affascinante Mercurio), e di Carlo Carrà, a cominciare dal misterioso Riposo degli atleti del 1933. Accanto a loro spicca un nucleo di sculture, tra cui La convalescente (1932, Milano, CIMAC) e La Giustizia di Arturo Martini; la drammatica Eva (1939) di Francesco Messina, mai più esposta dal 1942; Arlecchino e l’inedito Lo zampognaro (1934, Pinacoteca di Fossombrone) di Marino Marini.
Segue la sezione degli Italiens de Paris che negli Anni Trenta si trasferiscono o soggiornano spesso a Milano: da Massimo Campigli (a Milano nel 1931-1937, presente tra l’altro con Figura di donna, 1935, della Camera dei Deputati); a Giorgio De Chirico e Alberto Savinio (Ritratto di Carrieri e Arianna abbandonata,1933). Di Filippo De Pisis, che si stabilisce definitivamente nella città lombarda alla fine del decennio, è esposto il poco noto Cantiere in costruzione a Milano, 1940, della Galleria d’Arte Moderna di Torino.
La mostra si inoltra poi nella stagione post-novecentista, segnata da una visionaria ricerca del colore. Si va da Renato Birolli (che col Taxi rosso del 1932 crea il vero manifesto del periodo) ad Aligi Sassu; dai chiaristi come Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Umberto Lilloni al lirico movimento d’arte sacra promosso dal critico Edoardo Persico; dal realismo magico di Gian Filippo Usellini e Antonio Calderara al primitivismo di Cesare Breveglieri, fino al cenacolo dell’osteria di via Bagutta, con Pio Semeghini, Mario Vellani Marchi e altri. Scultori come Luigi Broggini, Giacomo Manzù, Lucio Fontana portano nella materia un’analoga ricerca di luce.
Un altro capitolo della mostra è costituito dall’aeropittura, con gli aerofuturisti Cesare
Andreoni, Bruno Munari, Regina, Riccardo Ricas, Oswaldo Bot; e dal primo astrattismo italiano, raccolto intorno alla Galleria del Milione con Fontana, Fausto Melotti, Atanasio Soldati, Mauro Reggiani, Luigi Veronesi e altri.
La seconda metà degli anni trenta è invece dominata dall’espressionismo, i cui protagonisti sono ancora Birolli (presente con i suoi maggiori capolavori, come I poeti e la grandiosa Nuova Ecumene-Visione di Ezechiele, mai esposta a Milano); Renato Guttuso (a Milano nel 1935-36); Fiorenzo Tomea, Salvatore Fancello, Gabriele Mucchi, Manzù, Fontana. Il percorso espositivo termina con gli esordi di “Corrente”, il movimento che nasce nel 1938 e in cui confluiscono, oltre a Renato Birolli e Sassu, anche Giuseppe Migneco, Italo Valenti, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari e altri.
Al percorso espositivo si affianca (con guida breve apposita) un percorso sul territorio, che permette di vedere le principali opere monumentali dell’epoca, purtroppo ancora sconosciute al grande pubblico. I momenti salienti del percorso sono l’imponente Vittoria del Cielo (1934) di Arturo Martini, presso il Comando di Regione Aerea a Milano; il grande soffitto col Volo di Vittorie di Fontana del 1939 in via Valpetrosa; le opere di Manzù, Aldo Carpi, Melotti rispettivamente per le chiese dell’Università Cattolica, di S. Maria del Suffragio e di S. Babila; il Cimitero Monumentale e i grandi “cantieri” del Palazzo di Giustizia, dell’Ospedale di Niguarda, dell’Università Bocconi, del Palazzo del Popolo d’Italia (ora Palazzo della Stampa) con opere di Sironi, Carrà, Martini, Funi, Messina, Melotti, e altri.

Accompagna la mostra un catalogo Mazzotta con riproduzioni e schede delle opere esposte e saggi di Elena Pontiggia, Nicoletta Colombo, Lorella Giudici e Emanuela Sala. Particolarmente nutriti sono gli apparati critici, con appendici sulle opere monumentali e sui principali eventi espositivi dell’epoca (le Triennali, le Sindacali, le Sociali); una analitica cronologia del periodo; e un’ antologia di scritti inediti, con prose di Renato Birolli e un curioso diario del gallerista Vittorio Barbaroux.

In occasione della mostra Anni Trenta presso Spazio Oberdan è in corso la preparazione di una serie di interessanti iniziative didattiche promosse dalla Provincia di Milano.
Tra i servizi previsti in mostra: visite fisse e su prenotazione (scuole, adulti); conferenze; itinerari cittadini (ovvero visite guidate in giro per la città alla scoperta delle splendide opere realizzate dagli artisti presenti in mostra).
La Guida agli itinerari cittadini, disponibile presso la sede espositiva, fornirà ai visitatori l’opzione di effettuare autonomamente la visita alle opere presenti in città attraverso una specifica lettura iconografica.
All’interno delle sale infine delle postazioni multimediali permetteranno di effettuare una visita virtuale della mostra e una panoramica sugli itinerari cittadini.
Alle scuole di Milano e Provincia verranno proposte delle video-lezioni sulla mostra, da effettuarsi direttamente nelle sedi scolastiche, accompagnate da interventi multidisciplinari (letteratura, storia, arte e cultura).

Inaugurazione a inviti mercoledì 1 dicembre, ore 18 (vernice stampa ore 11.30)

Chiusa solo il 25 dicembre e l'1 gennaio
orari: 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, lunedì chiuso
Orario ridotto: 24 e 31 dicembre (10-15)

Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2 Milano
Biglietto d’ingresso: intero euro 6,20; ridotto 4,10; gruppi scolastici euro 2,50

Uffici stampa:
Provincia di Milano/Settore cultura, tel. 02.77406358/6359

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