Castello Sforzesco
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Dame e generali
dal 8/10/2003 al 16/11/2003
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Enrico Baj



 
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8/10/2003

Dame e generali

Castello Sforzesco, Milano

Opere su carta di Enrico Baj dalla Raccolta Bertarelli. L'esposizione raccoglie 30 opere su carta, selezionate tra le moltissime, acquisite tra il 1975 e il 1993, raffiguranti due soggetti tra i più famosi: le Dame e i Generali.


comunicato stampa

OPERE SU CARTA DI ENRICO BAJ DALLA RACCOLTA BERTARELLI

Al Castello Sforzesco 30 opere per un omaggio al grande artista recentemente scomparso

A Milano, dall'8 ottobre al 16 novembre, si terrà un'iniziativa per ricordare Enrico Baj, il grande artista milanese scomparso lo scorso giugno: la mostra DAME E GENERALI. Opere su carta di Enrico Baj dalla Raccolta Bertarelli.
Organizzata dal Comune di Milano, Cultura e Musei - Settore Musei e Mostre - Civica Raccolta delle Stampe 'Achille Bertarelli' (dalle cui collezioni provengono le opere) e promossa da Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), l'esposizione allestita nella Sala di consultazione della Raccolta Bertarelli del Castello Sforzesco raccoglie 30 opere su carta, selezionate tra le moltissime, acquisite tra il 1975 e il 1993, raffiguranti due soggetti tra i più famosi: le Dame e i Generali.
Tale accostamento risale al 1963 con il volume d'artista Dames et Généraux corredato da un faux-titre di Marcel Duchamp, dieci componimenti poetici di Benjamin Péret, dieci acqueforti a colori di Baj ed un testo di André Breton.
I Generali abbigliati in maniera variopinta, in pose irriverenti, su sfondi, a volte, di tappezzerie a fiorami di sapore borghese, copiosamente decorati con passamanerie, tappi di bottiglia, frange, tessuti, e tutto quanto la fantasia suggeriva all'artista, si accompagnano a volte a Dame, adornate in maniera altrettanto sgargiante, ma in pose più statiche, rigide, più 'dignitose' nonostante l'abbondante e policromo addobbo loro fornito.
I lavori esposti mettono in evidenza la grande importanza della produzione grafica nell'esperienza creativa del maestro milanese, anche riguardo al suo rapporto con la carta, nell'originale utilizzo di ritagli di giornale, carta da parati, da regalo ecc. in una continua e mai esaurita ricerca formale.
Enrico Baj è compiutamente rappresentato all'interno di un grande gabinetto delle stampe, la raccolta ' Achille Bertarelli ' e come sottolinea il Direttore delle Civiche Raccolte d'Arte Applicata ed Incisioni Claudio Salsi 'Tale ragguardevole insieme di fogli realizzati in tutte le tecniche di stampa testimonia, con pezzi scelti, l'intero percorso grafico di Baj, dagli esordi fino alle creazioni più recenti, l'artista, infatti, non ha mai cessato di aggiornare la collezione'.

Enrico Baj (Milano 1924 - Vergiate (Va) 2003) ha partecipato con un ruolo di primo piano alle avanguardie degli anni Cinquanta, fondando il movimento dell'arte nucleare.
Accanto a Lucio Fontana, Piero Manzoni, Joe Colombo, Lucio Del Pezzo, Baj ebbe stretti rapporti e scambi con Max Ernst, Marcel Duchamp, Yves Klein, Asger Jorn e altri artisti del gruppo Cobra, con il nouveau réalisme, il surrealismo e la patafisica. Delle attività di quegli anni, oltre alle numerose mostre personali e di gruppo in Italia e in tutta Europa, vanno ricordati il manifesto della 'Pittura nucleare' (1952) e quello 'Contro lo stile' (1957). Risale proprio a quegli anni la definizione di un'autonoma e personale forma espressiva, fatta di collage di elementi eterogenei (passamanerie, tessuti, medaglie, ecc.) coi quali dava voce alla sua vena ludica e al suo impegno contro ogni tipo di oppressione. Lo aiutavano in questo, due doti naturali, l'humor e l'ironia, ai quali univa una grande fantasia e creatività. Nacquero così Dame, Generali, le diverse versioni di Ubu, le Maschere Tribali, e i lavori di più forte impatto politico e sociale come il grande quadro dedicato a I funerali dell'anarchico Pinelli.
Molte anche le collaborazioni di Baj con altri artisti, da cui è nato un considerevole numero di opere a quattro mani, da Fontana, Jorn, Colombo, Bertini, Manzoni negli anni Cinquanta - Sessanta, all'americano Mark Kostabi (1992) e ai francesi Régis Deparis e Richard e Hervé Di Rosa (1993).
Dino Buzzati scrisse di lui 'antibellicista di natura, non gli dispiacerebbe di scatenare un piccola guerra contro gli imbecilli, pur sapendo che sarebbe una causa perduta di fronte a un avversario così sterminato in numero e potenza'.

8 ottobre - 16 novembre 2003
Orari: tutti i giorni, lunedì compreso, dalle 9 alle 17.30

Ingresso libero

Per informazioni: tel. 02 884.63833 - 02 884.63835

Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02 433403 - 02 48008462
Fax 02 4813841

Milano, Castello Sforzesco, Raccolta 'A. Bertarelli' - Sala di consultazione

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