Centro Arte Moderna e Contemporanea - CAMeC
La Spezia
p.zza Cesare Battisti, 1
0187 734593 FAX 0187 256773
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Superfici sensibili
dal 4/4/2012 al 30/9/2012
dal 5 aprile al 20 giugno: mar - sab 10-13 e 16-19; dal 21 giugno al 31 agosto 10-13 e 17-20; domenica e festivi 11-19; chiuso lunedi e Ferragosto

Segnalato da

Luca Della Torre




 
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4/4/2012

Superfici sensibili

Centro Arte Moderna e Contemporanea - CAMeC, La Spezia

Dialoghi con il supporto. Due progetti distinti sulla natura dell'opera d'arte, uno sul tema della cornice - la personale con la produzione recente di Concetto Pozzati - e l'altra su quello del supporto, passato nella seconda meta' del 900 da materiale sul quale stendere il colore ad elemento di progettazione dell'opera stessa; in mostra un cospicuo nucleo di opere delle collezioni del CAMeC (Fontana, Manzoni, Burri, Scheggi, Alviani, Bonalumi, Castellani) e di altri importanti musei.


comunicato stampa

A cura di Marzia Ratti

Il Comune della Spezia e l’Istituzione per i Servizi Culturali presentano contemporaneamente al CAMeC due progetti sulla natura dell’opera d’arte, due mostre distinte ma tenute insieme da un sottile gioco intellettuale.
Se nel corso del Novecento tutto e il contrario di tutto è stato arte a tal punto da spingere una voce eminente come quella di Giulio Carlo Argan a dichiararne la sua morte, cosa rimane – o meglio cosa sono diventati – quelli che fino ad allora erano considerati solo aspetti “materiali” di essa? Ne nascono due speculazioni occasionali una sul tema della cornice – la personale di Concetto Pozzati al secondo piano – e l’altra su quello del supporto.
Una mostra storica di forte taglio curatoriale che indaga il processo di “riscatto” che nel corso della seconda metà del Novecento ha visto protagonista il supporto, passato da mero materiale sul quale stendere il colore a elemento di progettazione dell’opera stessa.

Un itinerario fra i lavori degli artisti del secolo scorso che hanno condiviso una ricerca basata sul rapporto rigoroso fra concetto e immagine, una prassi del fare arte che potesse assumere la progettualità non come momento fine a se stesso ma dialettico e consustanziale al processo creativo e materiale dell’opera.
Fin dai primi anni Sessanta è il ricettivo ambiente milanese a interrogarsi sulle potenzialità espressive del post Informale, con personalità guida come Lucio Fontana, poi con Manzoni, Bonalumi e Castellani. Ma anche a Roma – e altrove – si fanno strada le stesse tensioni etico-estetiche con risultati altrettanto interessanti, primi fra tutti quelli di Alberto Burri.

‘Dialogo con il supporto’ ossia il percorso che ha condotto verso un inedito rapporto tra diritto e rovescio, tra limiti e confini del telaio. Riscattato dal suo ruolo secondario, il supporto è diventato esso stesso campo d’azione e potenziale espressione di deformazione, stiratura, piegatura e tensione. Allo stesso modo, le superfici monocrome differentemente conformate hanno affermato la possibilità del colore di farsi forma.
Il rivoluzionario passaggio dalla superficie come piano tradizionale della 'rappresentazione' a quello della 'superficie sensibile' – ossia come campo dell'azione pittorica e plastica – non si è mai fermato e coinvolge autori, tendenze e correnti attuali, quale ad esempio quello della pittura analitica ben documentata nell’esposizione e selezionata per la sua forte presenza nelle collezioni liguri.

In mostra un cospicuo nucleo di opere delle collezioni del CAMeC (Fontana, Manzoni, Burri, Scheggi, Alviani, Bonalumi, Castellani) e di altri importanti musei, integrati dai prestiti degli archivi degli autori e di alcune pregevoli raccolte italiane.
Per consentire una migliore documentazione dell’esposizione e una campagna fotografica delle opere in situ, verrà in seguito presentato il post catalogo della mostra.

Artisti presenti: Alviani, Bartolozzi, Biasi, Bonalumi, Burri, Cacciola, Campus, Castellani, Cavalieri, Costa, Fontana, Griffa, Grigorescu, Manzoni, Mari, Marchegiani, Morales, Pinelli, Scaccabarozzi, Scheggi, Simeti, Verna, Zappettini

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Concetto Pozzati. Cornice cieca

Il CAMeC inaugura contemporaneamente due progetti sulla natura dell’opera d’arte, due mostre distinte ma tenute insieme da un sottile gioco intellettuale.
Se nel corso del Novecento tutto e il contrario di tutto è stato arte a tal punto da spingere una voce eminente come quella di Giulio Carlo Argan a dichiararne la sua morte, cosa rimane – o meglio cosa possono diventare – quelli che fino ad allora erano considerati solo aspetti “materiali” di essa? Ne nascono due speculazioni occasionali una sul supporto – l’esposizione del primo piano Superfici sensibili – e l’altra sul tema della cornice.
È proprio quest’ultima ad essere indagata nella serie Cornice cieca, produzione recente – realizzata tra il 2010 e il 2011 – di Concetto Pozzati e felice prosecuzione della sua ricerca artistica ormai stabilmente strutturata in cicli.

Un tempo – per tutto il corso dell’Ottocento e della prima metà del Novecento – la cornice era elemento cardine del mercato artistico, oggi abolita o spesso ridotta a listello per “non disturbare” l’opera.
In un sottile gioco pirandelliano – come in Sei personaggi in cerca d’autore – una tela è alla ricerca della sua cornice. Ma cosa succede se la cornice diventa l’opera? Se si sostituisce completamente ad essa perché in mezzo vi è solo il vuoto?
Sfilano al CAMeC circa ottanta cornici – o parti e frammenti di esse – minuziose, baroccheggianti, particolareggiate, talvolta vezzose.

Così racconta il concept della mostra Pozzati stesso:
“Quando si procedeva a “punti” i collezionisti e i galleristi della fine dell’800 e dei primi del ‘900, se non sino alla metà del secolo scorso, sapevano che a 1, 2, 10, 15 punti corrispondevano già ad una cornice pronta, già fatta, bastava indicare se paesaggio o figura. Il mercato era “in mano” ai corniciai che intagliavano, intarsiavano la cornice ancora prima del quadro.
Quelle modanature allineate orizzontalmente, strutturate, aggettanti, sarebbero state il coronamento di un dipinto.
Ma se la cornice nasce prima e non conosce, o non può vedere, il dipinto perché non può vivere da sola? È lei stessa l’opera?
Non è una cornice vuota, magari deloca la traccia sul muro di un’altra cornice, ritaglia l’aria, rimanda ad uno specchio privato dallo sguardo, uno schermo bianco o nero. Un vuoto pieno di vuoto.
La cornice è il dipinto, è il quadro, è l’opera.
La cornice di legno variamente decorata e sagomata inquadra solo se stessa ed è quadro proprio perché... dovrebbe “inquadrare”.
Nel contemporaneo si è usata una valanga di “senza titolo”, “senza rappresentazione”...sino a “senza cornice”; ora invece si può anche dire “senza quadro”, privo di quadro in quanto è la cornice che si...dipinge, che si presenta rappresentandola. Una cornice non usata perché già cosificata. Una cornice che ha memoria solo di se, una cornice cieca che non protegge, non guarda e non vede la tela che non c’è.
Un palcoscenico senza attori se non il sipario bianco.
La cornice è affetta da cataratta e può toccare, mai vedere, la propria tela che dovrebbe incorniciare”.

Mostra prodotta e promossa da:
Comune della Spezia
Sindaco, Massimo Federici
Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia
Presidente, Cinzia Aloisini
Direttore, Marzia Ratti

Immagine: Enrico Castellani, Composizione estroflessa su fondo blu, 1961, acrilico su tela, courtesy FaMa Gallery – Verona

Ufficio stampa Comune della Spezia:
Luca Della Torre, Federica Stellini, Luca Bondielli +39 0187 727328; ufficiostampa@comune.sp.it

Conferenza stampa e preview mercoledì 4 aprile ore 17.00 auditorium del CAMeC
Inaugurazione mercoledì 4 aprile ore 18.00

Catalogo Maretti editore
Testi istituzionali in catalogo: Cinzia Aloisini, Massimo Federici
Testi critici in catalogo: Laura Cherubini, Leo Lecci, Marzia Ratti
Conservatori: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
Progetto grafico: Lisa Camporesi

CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia
piazza Battisti, 1 La Spezia
Orario:
dal 5 aprile al 20 giugno: da martedì a sabato 10-13 / 16-19;
dal 21 giugno al 31 agosto 10-13 / 17-20; domenica e festivi 11-19; chiuso lunedì e Ferragosto
Prezzi biglietti:
Euro 6,50 intero
Euro 4,00 ridotto (gruppi da 7 a 25 persone; bambini e ragazzi fra i 6 e i 18 anni)
Euro 3,50 ridotto speciale
scolaresche extra Comprensorio Comunale
Formula famiglia:
Euro 11 per i genitori; euro 2 per ogni figlio
Euro 12,00 biglietto cumulativo (visita a 5 musei, valido 72 ore)
Ingresso gratuito minori di anni 6
Visite guidate:
Gratuita per scuole appartenenti al Comprensorio Comunale
Euro 27,00 per scuole extra Comprensorio Comunale
Euro 42,00 per gruppi utenza generica
Servizio su prenotazione

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