Fondazione Antonio Ratti
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Giulio Paolini
dal 25/7/2002 al 8/9/2002
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25/7/2002

Giulio Paolini

Fondazione Antonio Ratti, Como

Paolini ha realizzato un'opera inedita per lo spazio espositivo della Fondazione. Intitolata 'L'opera autentica', l'installazione e' tesa a riflettere sulla potenzialita' dell'opera, sulle sue precondizioni e sulla sua capacita' di usare ancora il linguaggio della figurazione. La mostra 'Via libera' e' una collettiva di giovani artisti che nasce dal laboratorio del Corso Superiore d'Arte Visiva condotto da Paolini come Visiting Professor. Il titolo indica i molteplici percorsi e linguaggi utilizzati da ciascuno per dar forma alla ricerca elaborata durante il corso.


comunicato stampa

CORSO SUPERIORE DI ARTE VISIVA

Direttore Responsabile: Annie Ratti
Curatori: Giacinto Di Pietrantonio, Angela Vettese
Coordinamento: Anna Daneri

VISITING PROFESSOR: GIULIO PAOLINI

Mostra di Giulio Paolini: "L'opera autentica"

INAUGURAZIONE: giovedì 25 luglio, ore 19.30
DATE: 26 luglio - 8 settembre 2002
LUOGO: Fondazione Antonio Ratti, Lungo Lario Trento 9, Como
ORARI: martedì - domenica 16.00-19.30 - ingresso libero

Giulio Paolini (Genova 1940) ha esordito nei primi anni sessanta conducendo un'analisi sui concetti di "opera", "autore", "rappresentazione" ed "esposizione". La sua poetica, che dal 1967 ha rappresentato l'ala concettuale del gruppo Arte Povera, si è sviluppata fino a oggi con coerenza e con grande duttilità di mezzi. Il suo vocabolario consiste nell'uso della tela, della carta, della fotografia, del gesso, dell'alabastro, del plexiglas e quant'altro possa presentarsi come strumento della pratica artistica.

Primo artista italiano invitato come Visiting Professor presso il Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Antonio Ratti, Giulio Paolini ha realizzato un'opera inedita concepita per lo spazio espositivo della Fondazione. Intitolata L'opera autentica, l'installazione è tesa a riflettere sulla potenzialità dell'opera, sulle sue precondizioni e sulla sua capacità di usare ancora il linguaggio della figurazione. Si tratta di uno spazio cubico collocato al centro della sala; al suo interno l'artista ha posizionato quattro cavalletti, ciascuno dei quali regge una tela bianca con tratti lineari, segni che descrivono il possibile svolgersi nello spazio di una forma quadrata. Alla sommità delle quattro pareti sono stati fissati due cavi d'acciaio che si incrociano, generando una squadratura in diagonale dello spazio medesimo: per il loro colore i cavi ricordano la grafite della matita e si connettono visivamente ai segni tracciati sulle tele. Al centro di questa squadratura è sospesa una lastra di plexiglas, che con la sua trasparenza ribadisce l'"invisibilità" dell'opera ma anche la sua necessità di esistere: tele e lastra, insieme alla struttura che il visitatore può guardare ma a cui non può accedere, sono indizi relativi al mistero che avvolge l'opera. Nelle parole dell'artista, "I quattro disegni, tracciati a matita sulle quattro tele ai quattro lati della struttura, sono l'aspetto essenziale - ma non definitivo - dell'opera: ciascuno trascrive uno degli infiniti momenti, sempre mutevoli, che via via si trovano a definirla. Quei tratti non sono neppure assoluti ed autonomi perché dettati dall'elemento centrale mobile, inafferrabile, invisibile ma decisivo dell'origine e dell'autenticità - se non dell'unicità - dell'opera stessa".

Mostra di fine corso: "Via libera"

INAUGURAZIONE: giovedì 25 luglio, ore 18
DATE: 26 luglio - 8 settembre 2002
LUOGO: ex-chiesa San Francesco, Largo Spallino 1, Como
ORARI: martedì - domenica 16.00-19.30 - ingresso libero

La mostra di fine corso nasce da un laboratorio nel quale il Visiting Professor, Giulio Paolini, ha condotto gli studenti a riflettere sulla natura della rappresentazione, sull'arte come spazio che non coincide con quello della vita ma anzi se ne separa attraverso una sottile quanto impenetrabile intercapedine. La Via libera evocata dal titolo indica le molteplici direzioni percorse dagli studenti a partire da queste riflessioni, come molteplici sono i linguaggi utilizzati da ciascuno per dar forma alla ricerca elaborata durante il corso. Gli studenti provengono infatti da nove paesi diversi e hanno portato a Como le loro differenti formazioni.
Gli allievi sono stati selezionati da una commissione a partire da circa 200 domande. La selezione ha tenuto conto soprattutto della forte motivazione a intraprendere la carriera artistica: più che una mostra di studenti, quindi, Via Libera si pone come una collettiva di giovani artisti.

Amala Hely (Francia)
Pennacchio Argentato (Italia)
Panagiotis Balomenos (Grecia)
Sergio Breviario (Italia)
David Casini (Italia)
Alessandro Dal Pont (Italia)
Colins Dibangtchou (Camerun)
Marina Fulgeri (Italia)
Sebastiano Gazzato (Italia)
Melanie Gilligan (Canada)
Paolo Gonzato (Italia)
Teresa Iaria (Italia)
Matthew Johnson (USA)
Varsenik Khatlamajyan (Armenia)
Michèle Larose (Canada)
Ivan Malerba (Italia)
Concetta Modica (Italia)
Cedric Noel (Francia)
Benedetto Pietromarchi (Italia)
Antonio Puleo (USA)
Davide Rivalta (Italia)
Pietro Roccasalva (Italia)
Laura Santamaria (Italia)
Simon Zabell (Gran Bretagna)

Ufficio Stampa: Armanda Mainetti, Fondazione Antonio Ratti, tel. 031-233111/fax 031-233249

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