Lagorio Arte Contemporanea
Brescia
via Soldini 9/11
030 3759408 FAX 030 2809560
WEB
Bice Lazzari
dal 30/9/2011 al 30/11/2011
mart-sab 9.30 -12.30 15.30 - 19.30, dom - lun chiuso

Segnalato da

Lagorio Arte Contemporanea



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Bice Lazzarini



 
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30/9/2011

Bice Lazzari

Lagorio Arte Contemporanea, Brescia

In occasione del 30 anniversario della scomparsa dell'artista la galleria presenta una mostra antologica con una selezione di opere pittoriche.


comunicato stampa

La mostra ha l’intento di ripercorrere la vita e l’evoluzione della ricerca artistica dell’artista attraverso la fruizione delle sue opere, distribuite in un percorso filo-cronologico nelle due sale della galleria.
Donna colta e di forte personalità, Bice Lazzari è riuscita a guadagnarsi un posto di assoluto rispetto tra gli artisti dell’astrattismo italiano fin dai primi anni della sua carriera. Impresa per nulla facile, visti i tempi difficili in cui si è trovata a lavorare, lottando per la sua svantaggiata condizione di donna nel XX secolo e a cavallo delle due Guerre.

Il suo linguaggio passa lentamente da una costruzione determinata dello spazio del dipinto fino ad una dissoluzione della forma e ad un uso “altro” della materia. Artista “contro corrente”, la Lazzari ha la capacità di sviluppare la sua ricerca conciliando un gran numero di tematiche apparentemente contrarie come: ordine e disordine, forme e informe, organico e inorganico, disegno e materia, comico e tragico. Una serie di paradossi che rendono le sue opere cariche di personalità e che ricongiungono, attraverso la pittura, il disegno, le linee, la sua passione per la musica (data dalla sua prima formazione scolastica) e per la poesia.
Una poetica personale quella dell’artista veneziana, che consiste nell’amalgamare i risultati di una ricerca puramente lirica, intesa come pacato racconto e sommessa confessione, con le teorie della percezione. Nella sua pittura è spesso riconoscibile uno spunto tratto dalla realtà nella quale si percepisce un messaggio che sembra essa stessa ricevere dall’esterno: il visibile, che attraverso le sue opere si trasforma nell’invisibile.

Bice Lazzari nasce il 15 novembre 1900 a Venezia e studia al Conservatorio e all'Accademia di Belle Arti. Fin dalla giovane età dimostra un singolare estro creativo e una spiccata originalità nei suoi lavori che escono dalla classicità dell’accademismo e, dal 1925 al 1932 già si trova a partecipare alle mostre della Fondazione Bevilacqua La Masa con dipinti di carattere figurativo, paesaggi e ritratti. Contemporaneamente svolge una ricerca assai personale nell'ambito della decorazione su tessuti che la porta a sperimentare un precoce linguaggio astratto documentato dalla partecipazione del 1931 alla Bevilacqua La Masa e del 1934 alla sezione arti decorative della Biennale. Frequenta il vivace ambiente veneziano di quegli anni: nel suo studio di fondamenta Rezzonico passano intellettuali come Carlo Izzo e Aldo Camerino, fotografi come Ferruccio Leiss, mentre ferve il dibattito con protagonisti come Mario De Luigi e Carlo Scarpa (quest'ultimo sposa nel 1935 Nini Lazzari, sorella di Bice). Nel 1935 si trasferisce a Roma dove rimarrà fino alla morte e dove, fino alla fine degli anni '40, realizza opere decorative, anche di grandi dimensioni: pannelli per le Triennali, per la Mostra dell'educazione Nazionale e per committenti privati. Nel 1942 sposa l'architetto veneziano Diego Rosa. Nel 1949 esegue il pavimento a mosaico al Cinema Fiammetta e l'anno dopo ottiene il premio alla Biennale di Venezia con un mosaico - La vanità - eseguito da Gino Novello e confluito nella collezione del Museo di Ca' Pesaro. Dopo una prima personale a Roma presso la Galleria La Cassapanca (1951), il lavoro per le arti applicate è affiancato da periodiche verifiche pubbliche dell'attività pittorica, in personali (alla Galleria Schneider nel 1954) e in grandi mostre: la Quadriennale di Roma, le mostre dell'Art Club, il Premio Michetti. Negli anni '50 matura la prima personale interpretazione dell'informale, con gli esiti liricamente sofferti delle "Situazioni" e dei "Racconti". In seguito, la trama geometrica cede il passo alle esigenze espressive della materia e del colore, come documentano le personali di Messina, di Bologna e di Venezia nei primi anni sessanta. Dal 1964 al 1978 (quando dovrà rallentare l'attività per una malattia agli occhi) l'artista lavora a un nuovo ciclo di opere ispirate a un “ritorno all'ordine”: prevalgono linee, intrecci e sequenze in analogia con situazioni di tipo musicale. Nel 1979 subisce due interventi agli occhi ma continua l'attività espositiva, ormai relativa alla storicizzazione della sua esperienza. Muore a Roma il 13 novembre 1981.Opere di Bice Lazzari sono presenti nei principali musei italiani e nelle collezioni private più prestigiose.

Inaugrazione sabato 01 ottobre 2011, ore 18.00

LAC Lagorio Arte Contemporanea
Via Soldini 9/11, Brescia
orario: dal martedì al sabato: 9.30 -12.30 15.30 - 19.30, domenica e lunedì chiuso
Ingresso libero

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