Villa Casati
Cologno Monzese (MI)
Piazza Mazzini, 9
02 253081

Loredana Manzi
dal 13/4/2007 al 21/5/2007

Segnalato da

Ernesto Spezio




 
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13/4/2007

Loredana Manzi

Villa Casati, Cologno Monzese (MI)

La sua pittura e' articolata sull'originalita' dell'inventiva, sull'intensa freschezza della pennellata e sulla scioltezza dell'impostazione tonale. Le sue opere non si svelano a uno sguardo fugace; meritano, invece, un'approfondita riflessione.


comunicato stampa

Tracce di Memoria

Il 14 aprile alle ore 16 sarà inaugurata con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese (MI) presso la Sala mostre Villa Casati (Via Mazzini 9 - Palazzo Comunale) la mostra "Tracce di Memoria" della pittrice Loredana Manzi.

La pittura di Loredana Manzi è articolata sull’originalità dell'inventiva, sull’intensa freschezza della pennellata e sulla scioltezza dell’impostazione tonale.

Le sue opere, alcune molto elaborate, non si svelano a uno sguardo fugace, distratto; meritano, invece, un’approfondita riflessione, per quella personale ispirazione alle espressioni artistico-archeologiche dei popoli alpini primitivi, in particolare della Valcamonica. Le loro incisioni rupestri - che conservano intatto il proprio mistero e sfuggono a qualsiasi tentativo d’interpretazione, restando ipotetici i significati e i motivi della loro esecuzione - sono per lei come un libro, che racconta l’esistenza di uomini vissuti migliaia d’anni fa.

Nell’osservare i quadri di Loredana, i simboli strani, le figure antropomorfe, il sole, gli attrezzi, le incisioni istoriate con danze e riti, non vanno percepiti solo come ornamenti decorativi, poiché scopo della sua arte (almeno in questa fase) è il desiderio di far conoscere, con un pizzico di fantasia, una testimonianza preistorica importante.

L’autrice, forse, di quell’esistenza (ovviamente solo per la vita semplice in mezzo alla natura) auspica o sogna un ritorno, quale evasione alla caotica società moderna. "Esprimo su una tavola di legno questo mondo, in sé enigmatico e meraviglioso" afferma la pittrice, "affinché chi guarda si renda conto che tutto ciò che siamo ora è partito proprio da quelle “radici” di pietra, che sono il mistero della vita stessa. Le mie composizioni, per chi ha voglia di fermarsi a leggerle e forse anche ad “ascoltarle”, sono un luogo dove tutto è possibile, dove realtà e fantasia si mescolano, creando tante storie che segnano, in un certo senso, lo scorrere inesorabile del tempo e ciò che siamo stati".

Loredana punta così a esprimere fortemente i propri moti interiori, tramite un segno vibrante e incisivo, un cromatismo acceso e a tratti violento, ma con una moderna figurazione, la quale - dietro un morbido velarsi o dispiegarsi di forme avvolgenti e divergenti - spicca vivida e squillante dai fondi materici dei quadri. Loredana Manzi costruisce, dunque, la propria pittura sulla luce e sui colori di un informale segnico e gestuale (di derivazione astratto-geometrico, ricco d’energie decorative per quelle superfici colme di tratti, tasselli cromatici, punti); raffinata nelle forme e sobria nelle linee (a volte si ha l’impressione di trovarsi di fronte a vedute geologiche-satellitari); vivace nelle cromie ispirate da concetti moderni; con soggetti che sono fonte di riflessione e di profonde emozioni, nelle segrete armonie delle tematiche trattate.
Giuseppe Possa

Loredana Manzi si è diplomata all’istituto d’Arte di Foggia, dov’è nata nel 1967. A vent’anni si trasferisce a Milano e lavora per alcuni anni in una finanziaria e poi in un’industria di cosmetici, occupandosi dell’Ufficio Stampa. Dopo il matrimonio si è trasferita a Cologno Monzese, dove vive dipingendo.

Coltiva la passione pittorica fin da bambina, ma a parte la scuola frequentata, non ha avuto modo di fare esperienza presso qualche studio d’artista, per questo può essere considerata un’autodidatta. Il suo stile, del tutto personale, è stato influenzato (una vera e propria illuminazione) dai graffiti che una decina d’anni fa ha ammirato al Parco di Luine (Boario Terme) e al Parco Nazionale delle incisioni Rupestri di Naquane (Comune di Capo di Ponte, in Valcamonica). Quei segni lasciati dai nostri antenati su dei monoliti hanno letteralmente fatto esplodere in lei il desiderio di creare delle opere che li riproponessero in chiave moderna e astratta. Ha esposto in varie collettive, l’ultima delle quali nel giugno 2006, alla “Vecchia Corte” di Casalpusterlengo, mostra “Tre + tre espressioni artistiche a confronto”, organizzata dal Cenacolo degli Artisti di Casale, presieduto da Renzo Ghelfi e con il patrocinio del Comune. E’ ora alla sua prima importante personale ed espone tecniche miste su legno con smalti, acrilici od olio, con l’aggiunta di materiali diversi come malta e stucco (per dare rilievo alle figure che esegue), sabbie colorate, reti, sassolini tritati, fogli di rame, pezzi di sacchi di juta, creta e altri elementi.

Alcune notizie utili sulle incisioni rupestri della Valle Camonica: Le prime testimonianze degli uomini sulla roccia risalgono alla fase Protocamuna – il Paleolitico finale – con alcune figure di animali, cervi e alci, ritrovate nel parco di Luine a Darfo Boario Terme. La seconda fase invece corrisponde all’età del Rame (4-3 millennio a.C.) ed è il periodo delle stele, statue-stele e menhir; si tratta di grossi massi di pietra con fattezze umane o sagomate tali o semplici pietre istoriate tutte con significati cerimoniali. I motivi più ricorrenti incisi sulle superfici sono: il sole, le danze o riti, oggetti di ornamento, animali vari come camosci, stambecchi, serpenti, buoi, lupi e le scene di caccia o uccisione degli avversari.

Con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese (MI)

Inaugurazione: Sabato 14 aprile 2007 ore 16

Sala Mostre Villa Casati
Via Mazzini 9 - Cologno Monzese (MI)
Orario: tutti i giorni ore 16-19, sabato e domenica ore 10-12.30 e 15-19.

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