Il Ponte
Roma
via di Monserrato, 23
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Maurizio Mochetti
dal 26/4/2006 al 30/5/2006

Segnalato da

Bianca Casadei



approfondimenti

Maurizio Mochetti



 
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26/4/2006

Maurizio Mochetti

Il Ponte, Roma

In questa mostra la luce corre sulle curve asimmetriche di “Forma piena e laser", sagoma ricalcata sul profilo di un lago finlandese o di una forma di Arp. L'esposizione si inserisce nel progetto che culminera' nella pubblicazione “Achille Bonito Oliva Artisti: Uno sguardo dal Ponte sull’arte del Terzo Millennio".


comunicato stampa

La sottile linea rossa

La galleria Il Ponte Contemporanea presenta dal 27 aprile prossimo la mostra ''La sottile linea rossa'' di Maurizio Mochetti (Roma 1940). La mostra si inserisce nel progetto espositivo che culminera' nella pubblicazione del libro “Achille Bonito Oliva ARTISTI: Uno sguardo dal Ponte sull’arte del Terzo Millennio", a cura di Achille Bonito Oliva, edito da Skira, la cui pubblicazione e' prevista per settembre 2007.

Maurizio Mochetti, noto sul piano internazionale, come “l’artista della luce"* ha tracciato nel tempo e nello spazio quella “sottile linea rossa" che, sin dai primi anni sessanta, tiene le fila di una ricerca artistica eclettica e rigorosa e che, emblematicamente, e' stigmatizzata nell’immagine di un raggio di luce laser rosso.

In questa mostra al Ponte Contemporanea la luce corre capricciosa sulle curve asimmetriche e voluttuose di “Forma piena e laser", (1987) 2005 ** sagoma, anch’essa rossa, posta sul pavimento dello spazio, proprio all’entrata della galleria, silhouette seducente ricalcata sul profilo di un lago finlandese o di una forma di Arp, indifferentemente, perche' “fino ad oggi l’arte si e' espressa con delle immagini cristallizzate, fisse, come se fossero delle verita' assolute. L’arte e' una continua evoluzione, non dovrebbe avere forma: l’arte e' idea…" ***.

Ecco, dunque, che un punto di luce laser percorre lo spessore della forma, realizzata con materiale opalescente in modo da lasciare trasparire il moto bizzarro della luce, che slitta pericolosamente lungo le imponderabili volute del tempo.

E cosi', piu' in la', il tempo viene catturato nello spasmo estremo dell’intuizione, appeso al vuoto della frenata di un’auto da record lanciata a 650 chilometri all’ora…verso il nulla.

Si tratta di “Bluebird CN 7", (1996) 2002 : un’automobile da record Bluebird CN 7 con motore a getto e' posta sul pavimento dello spazio. Il motore e' acceso, l'auto e' ferma, il paracadute di frenata e' aperto. L’auto misura 1,40 m di lunghezza, 2,80 m con il paracadute aperto.

Con questa installazione Mochetti “ha scelto ''il punto giusto'' per provocare la ferita mortale con cui il Bluebird e' stato fissato in un eterno presente." ****

Proseguendo il percorso della mostra scopriremo che la sottile linea rossa corre sopra di noi, adesso, e, volgendo lo sguardo verso l’alto potremo ammirare “Baka con punti laser", (1976) 2005: un aereo e' sospeso in volo; il prolungamento immaginario dell'asse dell'aereo nelle due direzioni opposte e' visualizzato da un raggio di luce laser che congiunge idealmente gli ambienti in cui si articolano le altre installazioni presentate dall’artista.

Piu' in la', ancora, il progetto di relazionare e congiungere due punti dello spazio corre su un raggio di luce laser, che in “Filo inox", (1983) 2006, collega un filo in acciaio con l'immagine della sua proiezione, realizzata a grafite sulla parete attigua, saldando il falso con il vero in modo indelebile, nella purezza di un’idea.

Continuando il nostro percorso lungo gli ambienti dell’ampia galleria che si sviluppano uno dopo l’altro ci imbatteremo in una relazione elastica; e' quanto accade in “Oggetto polimerico",(1966)2006 : le estremita' dei lati di un angolo elastico hanno origine da un punto qualsiasi della circonferenza delle basi di due calotte sferiche, di fiberglass bianche, del diametro di 50 cm, poste indifferentemente in tutte le possibili combinazioni (collocate l'una accanto all'altra, separate, su pavimento e a parete, su parete e soffitto, entrambe su soffitto ecc.), creando infinite possibili relazioni fra tre punti.

Infine, la mostra si chiude con “Pinguini", (1987) 2005; degli aerei-razzo Bachem Natter BA 349 B-1944 in scala sono camuffati in altrettanti modi differenti. Gli aerei sono posti in posizione verticale, con il muso rivolto verso l'alto secondo un ordine casuale.

L’opera fa parte di una serie di lavori in cui Mochetti ha utilizzato questo aereo come supporto. Gli aerei sono camuffati con il metodo naturalistico e gestaltico. Tale metodo, al contrario del primo, che tende a confondere l’oggetto con l’ambiente, e' un sistema che utilizza forme geometriche colorate con contorni netti e che tende a rompere la forma dell’aereo stesso. Il Bachem Natter e' stato costruito dalla Luftwaffe alla fine della seconda guerra mondiale e Mochetti, con questa installazione, ipotizza in maniera ironica i possibili sviluppi della scienza gestaltica se la guerra fosse continuata. Al di la' dell’aspetto ludico, elemento irrinunciabile dell’opera dell’artista, tale installazione ripropone uno dei temi centrali della problematica mochettiana: la decodificazione dei significati attraverso lo scardinamento delle nostre capacita' percettive.

In mostra ci sono due diverse installazioni della medesima opera “Pinguini"; la prima e' composta di 10 Natter in scala 1:28, la seconda e' composta da 5 Natter in scala 1:6, ed infatti secondo l’artista

“...L’opera d’arte non ha dimensioni, perche' lo spazio e' la misura della conoscenza. Lo spazio cosmico e' infinito e dipende dalle nostre conoscenze poterlo percorrere. E’ come un palloncino che si dilata man mano che si procede nella conoscenza. Non c’e' la fine, lo spazio arriva fin dove noi arriviamo…"

* C. Millet, Una situazione paradossale:Mochetti artista della luce, “Flash Art" dicembre-gennaio 1971-1972.

**La data tra parentesi indica la data di progettazione delle opere, l’altra quella di realizzazione.

*** Tratto da un testo dell’artista pubblicato in Maurizio Mochetti, a cura di G. Celant e F. Trevisani, Skira, Milano 2003, p. 32

**** F. Trevisani,Maurizio Mochetti e Kairo's ovvero l’attuazione del “momento buono", in Maurizio Mochetti, cit., p. 12.

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